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ABOUT ME

About meSono Christian Muela, suonatore di didgeridoo dal 2003, musicista e ricercatore del suono che utilizza strumenti primitivi in linguaggi musicali contemporanei.

Oltre a occuparmi di insegnamento di didgeridoo, suono e produco musica collaborando con diversi musicisti in progetti come Shamanic, Ohm Sweet Ohm, Primitive Field, Djanggawul, Thumb.

Oggi potrei dire che tutto attorno a me era vuoto, perchè ancora non si era accesa un'idea.

Insomma, il 27 Dicembre 2003, ho ricevuto il primo didgeridoo di bambù, una delle tante varianti del più antico strumento musicale, tradizionale degli aborigeni, per molti riconosciuto come quello strumento che fa un suono strano.

I miei riferimenti musicali erano Miles Davis, Jimi Hendrix e Demetrio Stratos.
Oggi i miei riferimenti spaziano e si espandono in molte direzioni, ben oltre la musica mainstream, attraverso varie suggestioni musicali derivate da musicisti come Ondrej Smeykal, Will Guthrie, Sainkho Namtchylak.

Diversi mesi dopo quel 27 dicembre in cui mi regalarono il mio didjeridoo, quando mi ritrovavo a parlare con gli amici, c'era una strana difficoltà a valorizzarne l'esperienza musicale: “Questa non è musica perchè c'è una nota sola” e “quelli che ne sapevano di più” affermavano che la definizione ufficiale di musica fosse l'armonia di suoni gradevoli ordinati nel tempo, non certo il rumore causato dal didjgeridoo.

A volte, ogni piccolo rumore desta curiosità: “Che cos'è stato? Vado a vedere...”. Era scattata la mia sete di ricerca del suono.

In internet c'era ben poco, a parte un forum di didjeridoo, di cui ho scordato il nome, ma alcuni dei protagonisti di quel periodo me li ricordo ancora: Andrea Ferroni, Ilario Vannucchi, Stefano Focacci, Il Mobbu, cioè una piccola comunità di amici e al tempo stesso alcuni dei nomi presenti nella scena italiana. All’epoca un altro nome molto conosciuto era Papi Moreno.
Ero all'inizio del mio percorso musicale e incontrarli di persona non era qualcosa a cui mi sentivo pronto. L'alternativa più immediata era restringere la mia ricerca a Bergamo .
Il primo didgeridoo che acquistai, era stato dipinto dagli aborigeni invitati ad un'edizione del festival “Lo spirito del Pianeta”, a Chiuduno, paesino vicino Bergamo. Dipinto da Lewis Burns.
Sporadicamente seguii qualche seminario e presentazione di corsi organizzati in Lombardia e nel nord Italia, ma questo non fu sufficiente. Era giunto il momento di trovare un maestro.
Il maestro di allora fu Popi, un nome poco noto tra i didjeriduisti di oggi, ma molto conosciuto nei dintorni di Bergamo (e non solo), ed io ebbi la fortuna di cominciare un percorso musicale con lui e altri musicisti: ci chiamavamo Barramundi Loop.
I nostri strumenti erano tastiere, percussioni (di tutti i tipi), tanti didjeridoo, con diversi colori e timbri per ogni nota, e molti arrangiamenti li facevamo con programmi di elettronica.
Prima di allora, a malapena riuscivo a fare la respirazione circolare (da solo ci avevo messo sei lunghi mesi per capire come si faceva), e nell'arco di un anno praticavo la respirazione diaframmatica, giocando a fare musica.
Da qualche parte ho ancora cd interi di prove e varie sessioni di registrazione.
Ancora molte persone non riconoscevano il valore musicale di questa ricerca, e dentro di me pensai: “Forse questo non è il contesto ideale per condividere la mia musica”.
Decisi di spostarmi da Bergamo a Roma: nell'arco di un anno diedi sfogo a tutte le mie idee creative , fino ad fondare gli An Einen Baum insieme a Remo De Vico e Jacopo Solari.
Un bellissimo periodo, dove la mia ricerca musicale divenne maggiormente consapevole: sperimentavo l'uso del didge per creare effetti e colori simili ai synth o sonorità elettroniche, attraverso tecniche come l'overdrive, appresa ascoltando Matthias Mueller, e il mounth drumming alla Mike P. Jackson, e il Parallelal Playing alla Ondrej Smeykal: la nostra ricerca consisteva nel raccontare, attraverso i suoni, le musiche di diversi ambienti sonori.
Individualmente il mio percorso mi vede all'opera con Shamanic, progetto di solo didjeridoo music, uscito con tre pubblicazioni di Albero Sonoro: la prima nel 2009, la seconda nel 2011 e la terza lo scorso 7 dicembre 2013 (cdbaby.com/cd/christianmuela3 #AlberoSonoro).
I miei Attuali progetti sono Primitive Field ( con Roberto Bellatalla e Ivan Macera), Ohm Sweet Ohm (con Liina Ratsep e Andrea Siecola) e Djanggawul (con Francesco Mascio e Simone Meme) in gruppo ho avuto l'onore di collaborare in vari progetti con musicisti del calibro di Mauro Tiberi, Alberto Savini, Ugo Vantini, Federica Michisanti, Veronica Emer e molti altri musicisti.
Conduco una trasmissione radio dedicata a tutti i suonatori di didjeridoo, DIDJERITO.
I miei tre grandi guru musicali forse volevano dirmi questo: “La musica non è fatta dagli strumenti, è fatta dalle persone”.

Christian Muela

PROGETTI La ricerca della musica contemporanea attraverso l'antico suono del didjeridoo

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