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Recensione di Arianna Marsico su MESCALINA.IT

outohmOut Ohm  è il primo disco degli Ohm Sweet Ohm, duo formato da Christian Muela al didjeridoo e Veronica Emer alla voce.

Come il nome del gruppo fonde fisica e meditazione così il suono amalgama trip – hop con lslanda di Bjork, l’elettronica con qualcosa di arcano. Il didjeridoo suonato da Christian (già, solo per citare alcuni musicisti con cui ha collaborato, con Mauro Tiberi nel progetto Incantatori di Serpenti, Roberto Musto nel progetto Le 7 parole ), strumento di origine australiana, diventa un ponte tra passato e futuro.



L’inizio è affidato a Socializing, che porterebbe nella Bristol dei Portishead se non fosse per la voce di Veronica che soprattutto nella seconda parte del brano, da carezzevole si fa vibrante, quasi strumento. Honey crisis ha un attacco tribale che sfuma poi nell’elettronica ma tutto il brano nei  suoi loop è un inseguirsi ed intersecarsi di antico e moderno. B.Goods è ipnotica ed avvolgente. Magia Doubt è decisamente il brano più riuscito, quello in cui gli Ohm Sweet Ohm si esprimono in modo più originale: la voce si fa ora ancestralmente selvatica ora morbidissima, le note affondano in ricordi primordiali e brillano di mistero.

Si chiude con F.R.O.G.S.Ballad, quasi onomatopeica in alcuni passaggi e poi forma una delicata trama.

 
Out Ohm  è un respiro che si fa musica, guizzo. La direzione della ricerca è quella giusta, e gli oltre 10 anni di studio del didjeridoo non possono che rendere ancora più fertile questo progetto.

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